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Lana d’Abruzzo nelle nostre pezze

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gregge a Campo Imperatore, sullo sfondo la vetta del Gran Sasso d'Italia

gregge a Campo Imperatore, sullo sfondo la vetta del Gran Sasso d'Italia

Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto tra i vari aspetti che ci interessavano vi era anche quello di usare un materiale a noi vicino, storicamente e culturalmente  come la lana, per porre l’accento sulla realtà che ci circonda riunendo intorno a questo progetto persone diverse anche lontane da noi.

La sfida era provare ad usare la rete virtuale del web come un telaio  per creare una rete reale, dove ognuno partecipa con il proprio lavoro manuale e il proprio entusiasmo ad un obiettivo comune.

In queste settimane tante persone si sono attivate e ci hanno contattato e tra queste ci fa piacere parlare di Roberta Castiglione.

La sua è stata una  delle prime mail arrivate che ci ha riempito di curiosità e di soddisfazione.

lana d'abruzzo

lana d'abruzzo

Conoscere il mondo di Roberta è stata una piacevole scoperta. Nella sua storia troviamo quella competenza e cultura che generano forme nuove di lavoro legate al nostro territorio e che utilizza le strade del web per svilupparsi e diffondersi.

Trasferitasi in Abruzzo per motivi di studio si è interessata al mondo della lana naturale d’Abruzzo cercando di ricostruire quello che rimaneva  della filiera ormai di fatto abbandonata che dai pastori arriva sino al prodotto finito.

Un cambio di prospettiva e la passione personale diventa imprenditoria. Convinta dell’esistenza di un mercato  che usa i materiali della tradizione per la creazione di nuovi oggetti scommette e vince.

banner del gruppo "Social Crochet"

banner del gruppo "Social Crochet"

Roberta e il gruppo da lei creato e gestito con l’aiuto di altre amiche  su Facebook, Social Crochet, sono al lavoro e sferruzzano da professioniste ed appassionate anche le nostre pezze. E come se non bastasse il dono delle loro creazioni, saranno presenti a L’Aquila il 6 aprile per un knitting pubblico che speriamo incoraggi altri ad unirsi al nostro progetto.

Insomma, un’altra collaborazione come piace a noi, ai ferri corti!

Yes, I knit! (sì, io lavoro a maglia!)

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Donna che lavora a maglia  - Françoise Duparc

Donna che lavora a maglia - Françoise Duparc

Ora aspettate un momento che ritorno sulla poltrona e riprendo a sferruzzare.
E’ da qualche settimana che lo faccio a tutte le ore; sul treno dei pendolari che mi riporta a casa, il pomeriggio, la sera, a tutte le ore in queste giornate isolata da un metro di neve. Ho imparato a ritagliare momenti tutti miei là dove credevo impossibile.
Il tutto è iniziato guardando tre foto pubblicate su un giornale.
Non so se vi è capitato anche a voi ma quando le ho viste sono stata investita da quella strana sensazione che solo l’allegria, lo stupore e l’ammirazione provate contemporaneamente ti fanno assaporare.
Quando poi grazie a internet ho allargato la mia conoscenza in materia allora è stato uno sconquasso.
Io che ho imparato a tenere in mano l’uncinetto grazie ai boy scout, ora posso confessarlo: trentasette anni fa fu mia madre a finire il cappellino rosso a puntini neri che avrei dovuto farmi da sola.
Bene, io sono andata su You Tube e ho ripassato come si fa il punto basso  all’uncinetto.
Se ne avete bisogno rivolgetevi alla signora sarda, la riconoscete perché ad un certo punto le squilla il telefono durante la registrazione. Grazie a lei ora il mio lavoro cresce molto più velocemente.
E ve ne dico un’altra.
In questi giorni posso lavorare perché dieci anni fa mentre aspettavo mio figlio il dottore mi costrinse ad un forzato riposo.
Per occupare tutte quelle ore decisi di fare due cose:
1 – preparare una copertina al piccoletto,
2 – leggere Anna Karenina.

KNIT camBRIDGE

KNIT camBRIDGE

Ora quel cotone che mi porto dietro da dieci anni è quasi finito.
E tutto questo entusiasmo nasce dal fatto che io ora grazie a questo lavoro mi sento una parte di una lunga catena.
Guardando quelle foto ammiravo la maestria di tutti quelli che pur distanti e sconosciuti si erano uniti nel trasformare, ad esempio, un ponte di ferro in un trionfo di colori.
Questo mi piace.
Ho voglia di partecipare ad un atto creativo collettivo.
Non sto qui a dare tutte le spiegazioni psicologiche e sociologiche di questo mio stato d’animo. Sicuramente gente più brava saprà spiegarlo.
Io già penso a quando alla fine guardandomi intorno proverò quella strana sensazione che solo l’allegria, lo stupore e l’ammirazione provate contemporaneamente ti fanno assaporare.

Rita Biamonti