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La violenza e il vocabolario

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La violenza e il vocabolario

un’analisi profonda, crudelmente vera, che mi ha fatto diventare gli occhi lucidi! Concedetevi cinque minuti per leggerla, ne vale la pena!

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Di uno dei miei maestri che non ci sono più ricordo quella capacità di cogliere la verità delle cose smontandole e riducendole a un interrogativo tanto disarmante quanto ineludibile. Lo ricordo come un modo di onorare la premessa della complessità portando le questioni non lontano anni luce da noi, ma facendole planare sul tavolo, nude, in modo che ci interrogassero, e che lo facessero in maniera tale da esigere una risposta in prima persona.
Si discuteva un giorno, in un gruppo di formazione, della morte di una ragazzina – per la precisione, di uno dei più terribili delitti contro una donna che io ricordi.

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Noi ci saremo

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LAND ART AL FURLO

TOTEM: scritture verticali

dal 21 agosto al 18 settembre

c/o Sant’Anna del Furlo, Fossombrone (PU)

La Casa degli Artisti, associazione culturale no-profit inserita nello SPAC Sistema Provinciale di Arte Contemporanea, dal 2010 propone la sua annuale passeggiata d’arte: Land Art al Furlo.
La settima edizione della LAND ART AL FURLO: “TOTEM: scritture verticali” si svolgerà dal 21 agosto al 18 settembre 2016 presso il Parco-Museo di Sant’Anna del Furlo, comune di Fossombrone, nella provincia di Pesaro-Urbino, all’interno della Riserva Naturale Gola del Furlo.
L’inaugurazione è prevista per domenica 21 agosto alle ore 10,30.
Per celebrare la settima edizione, rispettando l’importanza rituale del numero 7, oltre 40 artisti interpreteranno un tema altamente simbolico, il Totem, inteso come elemento di visione verticale. 40 opere sotto il cielo, sulle boscose rive del Candigliano.

La denuncia

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mare-640 Il dossier di Legambiente 2016 dedicato allo stato di salute del nostre acque, inizia avvertendo che sono aumentati del 27% i reati a danno del mare. Già da qui mi viene una gran rabbia, purtroppo non è finita. Segue una classifica del “mare illegale” con regioni che salgono, che scendono, che si strappano il primato vicendevolmente, modello campionato sportivo ma con medaglie che puzzano e uccidono. Perché d’inquinamento si muore, è bene tenerlo a mente, sempre. Continuiamo a leggere.                                                                                                                               Cemento selvaggio che deturpa le coste (non stiamo parlando solo di tutela del paesaggio,che già basterebbe di suo, l’abusivismo è la punta di una piramide del malaffare che ci sta strangolando), depuratori inadeguati che permettono lo sversamento di sostanze tossiche che costringono a pagare sanzioni salate (è il caso di dirlo!) a carico della collettività. Da quest’anno verseremo 480 milioni l’anno visto che siamo stati condannati dalla UE non avendo adeguato la maggior parte dei sistemi di depurazione che scaricano in aree sensibili, cioè mare, laghi ed alcuni bacini fluviali. Ma c’è un aspetto che è poco conosciuto ma di una gravità assoluta e che proseguendo nella lettura veniamo scoprendo: la pesca di frodo. Oltre a produrre effetti disastrosi per l’ecosistema, come se questo non bastasse, ha effetti nocivi sulla salute del consumatore e sull’economia del nostro Paese. Cosa mettiamo sulle nostre tavole? Abbiamo la certezza della loro freschezza o del rispetto delle più elementari norme igieniche? No. La filiera commerciale illecita non permette al consumatore di tutelare la propria salute e non permette alle aziende sane di sopravvivere. Alla fine della lettura mi accorgo di fare un pensiero banale: forse la rabbia non basta più. Forse è il caso di iniziare ad occuparci un po’ di più del nostro mare, di difenderlo, conoscerlo o semplicemente amarlo come è giusto che sia.

Se stai guardando il mare, ora, mentre io qui scrivo leggendo decine di articoli sull’inquinamento, e tu godendoti quella distesa, piatta o leggermente increspata dalla brezza, fermati un momento come me e pensa……

Il progetto      come partecipare

Non è un semplice calendario

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locandina_calendario_anima2015_WEB….è un racconto, un’emozione, un ricordo. Ci sono foto, storie, nomi.

E’ un pezzetto di voi e di noi. Ed è un peccato non averlo! ultimaagostodicembrescrivete a mettiamociunapezza@gmail.com

Metti in calendario una buona azione!

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Che regalo quest’anno?

Il calendario di Animammersa!

Poi non dite che non vi diamo sempre buone idee! locandina_calendario_anima2015_WEB

Siamo felici di averlo proposto, è la storia, in breve certo, delle azioni di Mettiamoci Una Pezza, una delle cose più divertenti, impegnative e importanti che sinora abbiamo fatto, e lo sapete bene anche voi che ci avete aiutato. Era tanto che ci giravamo intorno ma spesso capita che una scelta escluda l’altra e il tempo passa. Ma la voglia c’era. Soprattutto la voglia di condividere queste esperienze, questi momenti unici. Lo facciamo perché Mettiamoci Una Pezza se lo merita, lei come voi che ne siete il motore. Lo facciamo perché ci rende felici rileggere quei momenti e abbiamo una gran voglia di andare avanti. A questo punto che dire? Togliamo il punto di domanda e diciamolo: quest’anno, con soli 10 euro, mi faccio un bel regalo, mi regalo il calendario di Animammersa!

 

Il calendario è’ disponibile all’Aquila presso: Libreria Colacchi, Maccarrone Libri, Libreria Polarville, Mondadori Libreria Meridiana, Arredamenti Bernardi e Cartoleria e libreria Chiaravalle Gisa a Paganica, tabaccheria di Marcello Visconti a San Demetrio, Proloco di Rocca di Mezzo e in rete facendo richiesta, tramite messaggio e  lasciando un vostro indirizzo o recapito telefonico, sulle pagine Facebook “Mettiamoci una pezza”, e “Animammersa”, oppure compilando il modulo sottostante

oppure  chiamando Antonella (340 825 8747), Patrizia (339 172 7235), o Rita (340 768 6144), ma questo proprio se volete sentire la nostra voce 🙂

 

Urban knitting ad Avellino

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Amiche e amici di mettiamoci una pezza, è un pò che non ci sentiamo, ci sono delle nuove guerrigliere che vorrebbero realizzare un’azione di urban knitting ad Avellino. che dite diamo loro una mano? La loro pagina facebook si chiama “CI VUOLE CUORE”. questo è il loro progetto:

“Ci vuole cuore” nasce ad Avellino: è un progetto dedicato alla valorizzazione e alla difesa della città come bene comune.
“Ci vuole cuore” ha due donne alle spalle:
Alessandra Argenio, titolare del laboratorio creativo “L’Orto di zia Giulia”, e Giovanna Mauro, insegnante di scuola dell’infanzia e blogger di mondodiluna.it.
“Ci vuole cuore” parte con l’iniziativa di Urban Knitting, ovvero azione pacifica per ricoprire i tronchi degli alberi con tessuti lavorati a mano, attraverso il coinvolgimento collettivo.
Basta confezionare una “pezza”, cioè un quadrato all’uncinetto o ai ferri, della dimensione di 40×40 cm. Si tratta di un gesto della tradizione antica rivisitato nel nostro tempo, e che consente di creare un paesaggio urbano nuovo, colorato, pacifico e ad impatto zero.
Il progetto ha l’intenzione di svilupparsi in una serie di gesti futuri che avranno come unico comune denominatore la bellezza della nostra città.

Il viaggio comincia, comincia da una “pezza” e da un cuore, quello di ognuno di noi per la nostra città.
Grazie al Comune, alla Provincia e all’Ufficio scolastico provinciale che hanno scelto di farci compagnia.”

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Non ci resta che armarci dei nostri ferri corti!

Prima di partire

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foto di Simona Iovane

foto di Simona Iovane

Quando il cuore e il cervello si uniscono per far fronte ad un’ingiustizia, noi di Animammersa non ci fermiamo. L’ingiustizia è rappresentata, per noi, dalla prevenzione mancata, dai silenzi, gli slogan inutili, e dalle telecamere spente su tutti i territori colpiti da catastrofi naturali, in questa Italia sguarnita, impreparata e pericolosa.

Abbiamo raccolto l’invito a partecipare al Guinness dei primati, per cucire la coperta più grande del mondo. Ci è parso il momento giusto per sottoporre sotto una lente mondiale il nostro slogan, la nostra battaglia politica: Una zona rossa, ovunque si trovi, è questione nazionale”. Lo abbiamo detto all’Aquila, nel 2012, con l’azione più grande di urban knitting mai provata in Italia; lo abbiamo detto in Emilia Romagna, nel 2013, lo andremo a dire a Trieste, domani, dove da tutta Italia sono arrivate pezze di lana per cercare di rivestire i 1024 metri quadrati di Piazza Unità d’Italia, a Trieste. Abbiamo fatto una “prova generale” per vedere il risultato del nostro lavoro, i 70 metri quadrati di denuncia da portare a Trieste, messi insieme – come al solito – da mani provenienti da tutto il Paese, srotolando il lavoro sulla scalinata di San Bernardino, ed ecco il risultato.

foto di Francesca Cocciante

foto di Francesca Cocciante

 

foto di Giuliano Maragni

foto di Giuliano Maragni

foto di G. Maragni

foto di G. Maragni

 

 

 

 

 

Lo facciamo insieme, come sempre, portando un segno rosso di passione e denuncia.

Ci vediamo a Trieste!