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Mettiamoci una pezza

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Un mare di lingue, un mare di silenzi.

Un mare di gioia, un mare di lacrime.

Un mare tuo, un mare nostro.

     Questi migranti sono come gli scarafaggi, sopravvivrebbero ad una  esplosione nucleare.

Un mare inquinato, un mare profondo.

Un mare in tempesta, un mare che culla.

Un mare trivellato, un mare limpido.campagna-no-tav-lipu

      Destabilizzano le nostre società.

Un mare aperto, un mare di storie.

Un mare bello, un mare di merda.

Un mare di folla, un mare per pochi.

     Respingiamoli in mare.

     Sono uno sciame, un branco.

Un mare vivo, un mare di morti.mare-640

Un mare di sogni, un mare di noia.

Un mare di numeri, un mare di parole.

A Stoccolma teppisti dal viso coperto pestano i figli dei rifugiati.

 

Abbiamo scelto il mare come tema per la prossima installazione. Un’installazione che verrà realizzata in agosto, presso la Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo, in occasione della VII edizione della LAND ART AL FURLO.

Abbiamo sempre creduto che uno dei compiti dell’arte sia quello di reagire alla realtà che ci circonda e non quello di schivarla. Reagire all’inquinamento, all’incuria, allo sfruttamento, alle tragedie che giornalmente portano il mare ad essere protagonista della nostra quotidianità. Chi ci segue conosce l’attenzione che riserviamo alla tutela del territorio contro gli usi e soprattutto gli abusi che di esso si fanno.

Ora è tempo di mare. E nel sorridere sul facile calembour vogliamo provare a riflettere sui tanti aspetti che questo tema ha in sé. Senza dimenticare la strage giornaliera e la drammatica contabilità dei cadaveri. Senza dimenticare coloro che vedono una speranza di sopravvivenza in quel viaggio, speranza che spesso si infrange ma che talvolta si mantiene accesa grazie agli aiuti forniti dalle popolazioni costiere, che non ritraggono la mano ma soccorrono e sostengono. Così gli intrecci delle nostre pezze ci appaiono metafora di quegli incontri fugaci ma intensi, e il mare, con la sua infinita bellezza, lo dedichiamo a tutti noi che crediamo sia giunto il tempo di tornare umani.

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come partecipare

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piazza duomo  l'aquilaLa partecipazione al progetto “Mettiamoci una Pezza! ancora una volta” è libera e aperta a tutti.

La nostra idea è quella di creare una “ragnatela” rossa a Piazza Duomo all’Aquila il giorno  6 Aprile 2014.

Abbiamo scelto questo simbolo perchè meglio di altri rappresenta  quell’atteggiamento di immobilismo  contro il quale lanciamo le nostre azioni, siamo intrappolati in un territorio che cade a pezzi

Vorremmo raccogliere:

–        “catenelle” di lana o di cotone il più lunghe possibili e di colore esclusivamente  ROSSO

–        gomitoli di lana e di cotone esclusivamente di colore ROSSO
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Puoi spedire il tuo gomitolo o la catenella presso:

Associazione Culturale Animammersa

c/o Patrizia Bernardi

via Strada Statale 17 Bis 87

67100 Paganica (AQ)

Per facilitare l’organizzazione del nostro lavoro di assemblaggio e per predisporre l’installazione, è importante che il vostro materiale arrivi al massimo per il giorno 1 Aprile 2014.

Comunicaci la tua adesione al progetto lasciando un commento su questa pagina, o sulla pagina facebook oppure invia una e-mail a mettiamociunapezza@gmail.com

Il progetto

Mettiamoci una pezza! ancora una volta

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Piazza Duomo - L'Aquila

Un disastro ogni volta che piove, si riempiono le strade ed esondano i fiumi, anche quelli che ti scorrono accanto e da tempo non li consideravi più tali, forse canali, se proprio qualcuno te lo avesse domandato. Talvolta neanche erano poi così vicini. E ora ti ritrovi, il salotto, il bar, l’officina piene di fango puzzolente. La conta dei danni è appena  iniziata. Silenzio.

Quella puzza costa. Costa quello che ti ha rubato, costa dover buttare divani, merce, macchinari. Costa e non sai dove prenderli quei soldi, non sai quando te li ridaranno, se te li ridaranno. Qualcuno abbandona. Rabbia.

Mentre le telecamere riprendono il paesaggio annullato, sommerso, l’esperto di turno ricorda gli inutili allarmi, i tanti convegni sulla fragilità del nostro bel paese. Uno spazio alle vittime ed uno agli speculatori. Dolore.

Tutte le volte è l’ultima. Tutte le volte.

Può essere l’acqua che invade, la terra che trema, certo è che sempre più gente si ritrova a condividere queste tragedie; un segno indelebile che pesa, che segna lo sguardo, ci si riconosce nei silenzi, nei racconti, negli slogan che nei vari dialetti si stampano su magliette a maniche corte.

A cinque anni dal terremoto che ha colpito L’Aquila ed il suo territorio Animammersa ha deciso di dedicare il progetto di quest’anno a questo segno indelebile.

L’istallazione che vogliamo creare insieme a voi sarà lo specchio, ancora una volta, di quello per cui è nato il marchio  Mettiamoci Una Pezza: la denuncia della mancanza di una seria politica di tutela e prevenzione delle catastrofi ambientali.

Il 6 Aprile 2014 a Piazza Duomo, nel centro dell’Aquila, tendiamo il filo rosso di cui sempre Animammersa ha parlato e lo trasformiamo in atto.

Una denuncia, una provocazione, un gesto per affermare che una zona rossa ovunque si trovi è questione nazionale!

In contemporanea, sempre in Piazza Duomo nello stand delle Poste Italiane, ci sarà l’Annullo Filatelico delle nostre cartoline con le immagini tratte dall’azione di  urban knitting 2012, che a tutt’oggi rimane la più grande installazione di Urban Knitting nazionale, grazie a voi (ma di questo ne parleremo tra qualche giorno).

 Come partecipare

 Il progetto     

Una cartolina dall’Aquila                           

Mettiamoci Una Pezza! Tra gli eventi del 6 aprile a L’Aquila

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Mettiamoci Una Pezza! Nel cartellone degli eventi per il 6 aprile 2013 a L’Aquila. Ecco il nostro intervento nella conferenza stampa di oggi al Palazzetto dei Nobili

Intervento di Animammersa alla conferenza stampa del Comune di L’Aquila – eventi 6 aprile 2013

Animammersa: le pezze del 6 aprile in Emilia

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Mettiamoci Una Pezza! Una città ai ferri corti - Urban Knitting a L'Aquila - 6 aprile 2012 - foto M. Marini

Mettiamoci Una Pezza! Una città ai ferri corti – Urban Knitting a L’Aquila – 6 aprile 2012 – foto M. Marini

Con un po’ di vergogna e quasi in incognito, qualche tempo fa, siamo andate a togliere da Piazza Duomo le pezze che avevamo allestito per la commemorazione del 6 aprile 2012.

Erano ormai distrutte dalle condizioni climatiche, un anno di pioggia sole neve gelo cani e vandali, le avevano ridotte male. E così, armate di forbici e pazienza, le abbiamo tolte. È però successo che mentre pulivamo la piazza, le persone di passaggio dicevano “NO!” “Ma che fate, queste sono le pezze della città!”.

Addirittura qualcuno ci ha detto “Abbiamo passato un anno a spiegare ai turisti il significato della vostra azione, e adesso le togliete! Non va bene”.

E allora abbiamo avuto ulteriore conferma che la nostra azione, l’azione di Animammersa con il progetto “Mettiamoci una pezza”, ha centrato l’obiettivo. È stata un’azione politica, un’azione profonda, una denuncia che è arrivata alle persone, che è servita a far parlare ancora della nostra città attraverso i media. Una clamorosa azione corale, che ha coinvolto più di seimila persone sparpagliate nel mondo, che hanno voluto collaborare a denunciare lo stato di fermo della ricostruzione della nostra città, come patrimonio comune. È stato un impegno morale di tutti, partito dal basso, supportato dalla rete, dalla non violenza  e dall’ironia del gesto, persino dalla bellezza dei colori.

Noi non “sferruzziamo” perché è un’azione di genere. Certo, la lana è un’arte prettamente femminile. Ma, a parte che ci siamo rese conto di quanta parte dell’universo maschile si sia cimentato nella costruzione di pezze da spedirci, anche se fosse solo un’azione di genere, avrebbe comunque l’importanza che ha: una portata veramente innovativa che serve a sottolineare, evidenziare, denunciare e richiamare attenzione.

Mettiamoci Una Pezza! Città ai ferri corti - Urban Knitting da L'Aquila in Emilia - 6 aprile 2013

Mettiamoci Una Pezza! Città ai ferri corti – Urban Knitting da L’Aquila in Emilia – 6 aprile 2013

E così, quest’anno, andiamo a portare il nostro 6 aprile a Finale Emilia e Mirandola. Non andiamo a “sferruzzare” in allegri conciliaboli femminili, per rendere allegre le panchine dei giardini emiliani. Andiamo a dire che il nostro 6 Aprile è una questione politica nazionale, un problema che va condiviso e dibattuto prima di tutto fra territori che hanno vissuto la stessa sorte, ma testimoniamo anche che c’è gente, nel mondo, che attraverso il simbolico gesto di spedirci una pezza per continuare col il nostro progetto, ha la consapevolezza che il proprio è un gesto politico, la cui valenza sociale condivisa è irrinunciabile.

Il nostro “arrembaggio” con la lana vuol dire che una zona rossa, ovunque si trovi, è una questione nazionale. E che una legge di prevenzione, che tuteli tutti i territori soggetti a catastrofi naturali, con il loro portato di vita, attività umana, speranze e progetti per il futuro, è una questione che ci riguarda da vicino, che riguarda tutti.

C’è una comunità diffusa che, dal basso, ne ha profonda consapevolezza. Con ironia, leggerezza, costanza serietà e molta, molta fermezza.

Maria Luisa Serripierro – Animammersa

Anche i Comuni ci mettono una pezza!

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Mettiamoci Una Pezza! ha ottento il patrocinio dei Comuni di Finale Emilia, Mirandola, L'Aquila e Villa S. Angelo

Mettiamoci Una Pezza! ha ottento il patrocinio dei Comuni di Finale Emilia, Mirandola, L’Aquila e Villa S. Angelo

Da tempo questo nostro progetto di estendere l’azione di urban knitting Mettiamoci Una Pezza! alle zone rosse di Finale Emilia e Mirandola fremeva nel cassetto, ma abbiamo pazientato e rimandato il lancio dell’iniziativa perché tenevamo fortemente al coinvolgimento delle Istituzioni, così che fosse chiaro il nostro impegno e la nostra attenzione alla salvaguardia dei territori esposti ai rischi ambientali e soprattutto alle persone che ci convivono, troppo spesso inconsapevoli.

Ecco, oggi possiamo annunciare che hanno accordato il loro Patrocinio alla nostra iniziativa i Comuni di Finale Emilia, L’Aquila, Mirandola e Villa S. Angelo, quest’ultimo gemellato con Finale Emilia.

Animammersa è onorata ed orgogliosa di questo sostegno ufficiale perché dà senso e forza al nostro atto artistico, ma soprattutto riconosce a tutti coloro che contribuiranno all’allestimento del 6 aprile 2013 un ruolo nella costruzione di uno Stato più attento e sensibile alle politiche di prevenzione dei rischi ambientali e a quelle di gestione dell’emergenze e delle ricostruzioni. 

Le nostre pezze il 6 aprile 2013, quarto anniversario del sisma a L’Aquila,  saranno a Finale Emilia e Mirandola per esprimere la cura, l’attenzione e la solidarietà per le persone che hanno subito un disastro e per dichiarare che

una ZONA ROSSA, ovunque si trovi, è una questione NAZIONALE!

E’ tempo di tornare in Piazza Duomo

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Mettiamoci Una Pezza in Piazza Duomo, L'Aquila

Mettiamoci Una Pezza in Piazza Duomo, L’Aquila – foto di Alessandro Urbani – Snap the World

Abbiamo sempre risposto a chi domandava che fine avrebbero fatto le pezze che noi naturalmente ne avremmo curato la  manutenzione.

Sapevamo che il tempo  non le avrebbe risparmiate, sporcandole o semplicemente alterandone i colori.

Lasciamo stare quello che alcuni hanno invece fatto accanendosi a strappare, rubare, bucare quei rettangoli colorati e così facendo  deturpando e calpestando ciò che con tanta cura era stato allestito; ci siamo già pronunciate ed il silenzio in questo caso non è sinonimo di resa.

La rassegnazione non ci appartiene, l’impegno l’avevamo preso  e quindi… incontriamoci in Piazza Duomo mercoledì 29 Agosto, dal pomeriggio ci troverete lì.

Chi vuole può portare qualcosa di nuovo o solo ago e filo.

Saranno presenti anche le telecamere di una televisione svizzera. Mettiamoci una Pezza  ancora desta interesse e questo successo lo dobbiamo doverosamente dividere anche con voi che ci avete dal primo momento sostenuto ed aiutato.

E così, finalmente, l’idiota si è palesato.

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la scalinata danneggiata

la scalinata danneggiata

Eravamo un po’ con il fiato sospeso, stupite e felici che nessuno avesse ancora fatto danni alle migliaia di pezze colorate che hanno reso la nostra piazza più bella, la nostra azione un simbolo.

Quelle pezze che hanno fatto avvicinare tanta gente mentre lavoravamo all’istallazione con le mani impiastrate di colla naturale (acqua e farina), per chiederci “che cosa state facendo” o semplicemente per dirci con un sorriso “grazie per quello che fate”. Le pezze di lana arrivate da tutta Italia per L’Aquila, arrivate da molte parti d’Europa e del mondo a dirci “non siete soli”, sono state rubate, strappate, divelte, scomposte.

Finalmente l’idiota è arrivato.

Ieri pomeriggio abbiamo notato che sulle bellissime cabine telefoniche sulle quali stiamo lavorando da quattro giorni, manca qualcosa. Erano cucite e incollate. Le hanno strappate e portate via.

una delle pezze mancanti della cabina telefonica

una delle pezze mancanti della cabina telefonica

La scala che dal Welcome Point porta all’ingresso dei tappeti mobili, al tunnel del mega parcheggio, la scala che è stata fotografata, ripresa, di cui si è scritto su centinaia di giornali nazionali e locali, che ha fatto il giro dei tg e dei settimanali, fatta e assemblata da ragazzi, ragazze, donne, nonne, aquilani e no, quella scala sulla quale si andavano a coccolare i fidanzati e ci si facevano pure le foto, è stata distrutta.

Che sia stata un’azione di “casapau”, un dispetto per la chiusura della campagna elettorale, etichettandoci, ancora una volta, sbagliando, legate ad un partito?

O forse saranno stati rumeni ubriachi? Così, tanto per farsi male da soli, auto celebrare e ribadire insulsi e razzisti luoghi comuni che vogliono lo straniero vandalo e cattivo.

le pezze strappate dall'edicola

le pezze strappate dall’edicola

Studenti universitari annoiati che hanno scelto le pezze d’arte più belle per arredare le mura di cartone delle loro stanze squallide?

Ragazzi della periferia, analfabeti e strafatti di chimica, con quelle belle creste in testa, i pantaloni il cui cavallo rasenta il marciapiede e gli occhialoni “finto carrera”?

Bulletti ancora spaventati dal terremoto?

Turisti del sisma, che vogliono riportare a casa macerie ad ogni costo e visto che non hanno potuto, in mancanza di morti e foto spettacolari, una pezza dall’Aquila se la sono riportata comunque?

Chi è stato in fondo non importa.
Insulso, come il gesto che ha compiuto.

Ci ha fatto incazzare però, e rende difficile denunciare lucidamente un gesto violento su quanto di meno violento esiste: la lana, i fili, le mani che impastano colla.

E gli occhi finalmente accesi delle migliaia di persone che hanno guardato la città colorata e insieme a noi hanno ricominciato a sperare.