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Sostenete il nostro progetto

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Ci siamo! da oggi fino al 28 maggio è possibile votare uno dei progetti presentati nell’ambito dell’iniziativa di Brico Center “Insieme per il nostro quartiere”. E’ inutile che vi dica di sostenere il nostro, l’ho detto però! Entrate nella pagina bricocenter, scegliete il negozio di riferimento, L’Aquila naturalmente, e votate # Mettiamoci una pezza è a Collemaggio. Basta poco, che ci vò!!! #votatemettiamociunapezza

Vi ricordo che soltanto le persone residenti nella Provincia dell’Aquila possono votare per il nostro progetto.

Mettiamoci una pezza è a Collemaggio

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Animammersa1ridottaAbbiamo preparato un nuovo progetto, un’azione diversa, apparentemente, ma che si siede comodamente nel solco di tutte quelle proposte sino ad ora. Forse potrà colpire la sua natura lontana dai ferri corti, forse, ma lo spirito è lo stesso e stessa è l’energia con la quale ci accingiamo a viverla e proporla. Attivata la curiosità? Vediamo di scoprire le carte. Prima di tutto va detto che abbiamo bisogno del vostro sostegno, una cosa facile. Facile come un like!

Lo useremo per portare avanti un nuovo progetto che abbiamo presentato in questi giorni. Ma facciamo un passo indietro.

Il 16 novembre 2016 Animammersa inaugura la sua nuova sede, il Container che si trova nel Parco di Collemaggio. Questo parco non è solo nel cuore della città ma anche nel cuore di ogni cittadino. Sorge accanto alla Basilica di Collemaggio, chiesa circondata da tre aree verdi ben distinte tra loro, un patrimonio naturale non trascurabile, sulle quali da qualche anno si elaborano progetti di riqualificazione che speriamo vengano realizzati il prima possibile. Il Container è sulla collina dove sorgeva l’Ospedale Psichiatrico cittadino, un dedalo di vie e palazzine avvolte da una rigogliosa vegetazione. Accanto a spiazzi ben manutenuti convivono zone abbandonate dove purtroppo vengono gettati scarti ed immondizia come se nascosti dalle fratte facessero meno male. Dietro alla sede c’è uno spazio incolto, un semicerchio su per giù, un posto che solo a guardarlo sembra fatto per noi! Noi che spesso viaggiamo lontano con la mente e cerchiamo di realizzare sogni belli, colorati e popolati da compagni di viaggio con i quali condividiamo azioni anche solo a distanza. Tipo ora con voi. Nel guardarlo ti accorgi cosa significa veramente prendersi cura di un luogo, cosa significa imparare a non sprecare la bellezza che ti circonda. Che detto così occupa solo due righe ma se ti fermi a riflettere su questi concetti non rimani indifferente. Ti costringe ad immaginare per lui e grazie a lui tutte le cose che puoi realizzare. Ti si allarga un po’ la mente e già solo per questo lo ringrazi! Poi succede che, come spesso ci capita, un’idea ne contenga tante altre, e l’una sia unita all’altra e tra loro perfettamente si incastrano come nel meccanismo della matrioska. Vorremmo…vorremmo…ora però non ci distraiamo dobbiamo iniziare. Chi di voi ha avuto a che fare con l’associazionismo sa, anche solo per sentito dire, che si lavora tanto di volontariato e poco di contributi esterni (pubblici o privati che siano). Quindi quando hai bisogno aguzzi la mente, ti guardi intorno e, se sei fortunato, trovi. Abbiamo scoperto un bando “Insieme per il nostro quartiere” proposto dal gruppo BRICO CENTER  che dona al progetto che ottiene più like materiale per risistemare una zona verde. Utensili che noi non abbiamo e che ci permetterebbero di iniziare il lavoro di ripulitura e sistemazione dell’area. Un procedimento facile, qualche minuto del vostro tempo si trasforma in un aiuto per noi fondamentale. Il progetto che abbiamo presentato  lega tra loro due temi sostanziali delle nostre azioni: tutela del territorio e sociale. L’orizzonte è quello cittadino, nel luogo e nei soggetti coinvolti. Pensiamo che sia tempo di sperimentare anche qui, nella nostra realtà, tutte le potenzialità benefiche dei giardini e degli orti sociali. Certo, questa volta, non vi attiviamo direttamente nell’azione ma il vostro AIUTO ci è come sempre fondamentale. Le votazioni dei progetti inizieranno il 26 maggio e termineranno il 28 maggio. Appena verranno pubblicati i link vi chiameremo a raccolta per votare il nostro progetto (sempre che vi piaccia). A presto guerrigliere!

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La denuncia

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mare-640 Il dossier di Legambiente 2016 dedicato allo stato di salute del nostre acque, inizia avvertendo che sono aumentati del 27% i reati a danno del mare. Già da qui mi viene una gran rabbia, purtroppo non è finita. Segue una classifica del “mare illegale” con regioni che salgono, che scendono, che si strappano il primato vicendevolmente, modello campionato sportivo ma con medaglie che puzzano e uccidono. Perché d’inquinamento si muore, è bene tenerlo a mente, sempre. Continuiamo a leggere.                                                                                                                               Cemento selvaggio che deturpa le coste (non stiamo parlando solo di tutela del paesaggio,che già basterebbe di suo, l’abusivismo è la punta di una piramide del malaffare che ci sta strangolando), depuratori inadeguati che permettono lo sversamento di sostanze tossiche che costringono a pagare sanzioni salate (è il caso di dirlo!) a carico della collettività. Da quest’anno verseremo 480 milioni l’anno visto che siamo stati condannati dalla UE non avendo adeguato la maggior parte dei sistemi di depurazione che scaricano in aree sensibili, cioè mare, laghi ed alcuni bacini fluviali. Ma c’è un aspetto che è poco conosciuto ma di una gravità assoluta e che proseguendo nella lettura veniamo scoprendo: la pesca di frodo. Oltre a produrre effetti disastrosi per l’ecosistema, come se questo non bastasse, ha effetti nocivi sulla salute del consumatore e sull’economia del nostro Paese. Cosa mettiamo sulle nostre tavole? Abbiamo la certezza della loro freschezza o del rispetto delle più elementari norme igieniche? No. La filiera commerciale illecita non permette al consumatore di tutelare la propria salute e non permette alle aziende sane di sopravvivere. Alla fine della lettura mi accorgo di fare un pensiero banale: forse la rabbia non basta più. Forse è il caso di iniziare ad occuparci un po’ di più del nostro mare, di difenderlo, conoscerlo o semplicemente amarlo come è giusto che sia.

Se stai guardando il mare, ora, mentre io qui scrivo leggendo decine di articoli sull’inquinamento, e tu godendoti quella distesa, piatta o leggermente increspata dalla brezza, fermati un momento come me e pensa……

Il progetto      come partecipare

Il luogo

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…vieni c’è una casa nel bosco, il suo nome conosco, vuoi conoscerlo tu?…

ph A. De Tomassi

ph A. De Tomassi

Chi ci segue avrà notato che quando ci muoviamo non lo facciamo mai a caso ma per una strana alchimia troviamo sempre qualcuno o qualcosa di unico e prezioso.

Quasi guidate da uno spirito benevolo, intrecciamo storie e persone inaspettate, vive, che ci cambiano un po’la vita. Che ci piacciono tanto!

Come abbiamo raccontato, presentand31041_132384736777116_6899608_no il nuovo progetto, dal 21 agosto sino al 18 settembre, saremo ospiti dell’Associazione Culturale Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo. Qui, Andreina De Tomassi e Antonio Sorace, hanno creato una residenza per artisti trasformando una dimora nata per gli operai dell’Enel, a servizio della diga, in un’officina creativa, bella e accogliente.

C’è di più. Questo sito naturale, un bosco pre-appenninico dove la vegetazione arborea autoctona sopravvive non contaminata, è diventato un museo all’aperto abitato da opere d’arte create intenzionalmente per essere lasciate esposte e soggette al variare delle stagioni e della natura che talvolta le ingloba, le arricchisce o le nasconde in un perpetuo dialogo silenzioso.

foto di luca zaro

ph di Luca Zaro

Land Art al Furlo è un’iniziativa a tema, siamo alla VII edizione, che richiama artisti di fama nazionale. Il tema scelto quest’anno ha come titolo “Totem scritture verticali” e già si alza il tasso di curiosità. Detto questo vogliamo ricordare che noi non partecipiamo al concorso, ma, grazie al vostro prezioso aiuto, lasceremo una testimonianza di quel curioso fenomeno che è Mettiamoci una Pezza, più facile a farsi che non a spiegarsi! Se vi dovesse capitare di passare da quelle parti andate a fare la Passeggiata di Arte e Natura ne vale veramente la pena. E questo è un buon consiglio, ve lo assicuro.

P.S.: siamo veramente orgogliose di aver conosciuto Andreina e Antonio, non potevamo non dirlo!

 

il progetto

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Mettiamoci una pezza

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Un mare di lingue, un mare di silenzi.

Un mare di gioia, un mare di lacrime.

Un mare tuo, un mare nostro.

     Questi migranti sono come gli scarafaggi, sopravvivrebbero ad una  esplosione nucleare.

Un mare inquinato, un mare profondo.

Un mare in tempesta, un mare che culla.

Un mare trivellato, un mare limpido.campagna-no-tav-lipu

      Destabilizzano le nostre società.

Un mare aperto, un mare di storie.

Un mare bello, un mare di merda.

Un mare di folla, un mare per pochi.

     Respingiamoli in mare.

     Sono uno sciame, un branco.

Un mare vivo, un mare di morti.mare-640

Un mare di sogni, un mare di noia.

Un mare di numeri, un mare di parole.

A Stoccolma teppisti dal viso coperto pestano i figli dei rifugiati.

 

Abbiamo scelto il mare come tema per la prossima installazione. Un’installazione che verrà realizzata in agosto, presso la Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo, in occasione della VII edizione della LAND ART AL FURLO.

Abbiamo sempre creduto che uno dei compiti dell’arte sia quello di reagire alla realtà che ci circonda e non quello di schivarla. Reagire all’inquinamento, all’incuria, allo sfruttamento, alle tragedie che giornalmente portano il mare ad essere protagonista della nostra quotidianità. Chi ci segue conosce l’attenzione che riserviamo alla tutela del territorio contro gli usi e soprattutto gli abusi che di esso si fanno.

Ora è tempo di mare. E nel sorridere sul facile calembour vogliamo provare a riflettere sui tanti aspetti che questo tema ha in sé. Senza dimenticare la strage giornaliera e la drammatica contabilità dei cadaveri. Senza dimenticare coloro che vedono una speranza di sopravvivenza in quel viaggio, speranza che spesso si infrange ma che talvolta si mantiene accesa grazie agli aiuti forniti dalle popolazioni costiere, che non ritraggono la mano ma soccorrono e sostengono. Così gli intrecci delle nostre pezze ci appaiono metafora di quegli incontri fugaci ma intensi, e il mare, con la sua infinita bellezza, lo dedichiamo a tutti noi che crediamo sia giunto il tempo di tornare umani.

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come partecipare

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Non è un semplice calendario

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locandina_calendario_anima2015_WEB….è un racconto, un’emozione, un ricordo. Ci sono foto, storie, nomi.

E’ un pezzetto di voi e di noi. Ed è un peccato non averlo! ultimaagostodicembrescrivete a mettiamociunapezza@gmail.com

Prima di partire

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foto di Simona Iovane

foto di Simona Iovane

Quando il cuore e il cervello si uniscono per far fronte ad un’ingiustizia, noi di Animammersa non ci fermiamo. L’ingiustizia è rappresentata, per noi, dalla prevenzione mancata, dai silenzi, gli slogan inutili, e dalle telecamere spente su tutti i territori colpiti da catastrofi naturali, in questa Italia sguarnita, impreparata e pericolosa.

Abbiamo raccolto l’invito a partecipare al Guinness dei primati, per cucire la coperta più grande del mondo. Ci è parso il momento giusto per sottoporre sotto una lente mondiale il nostro slogan, la nostra battaglia politica: Una zona rossa, ovunque si trovi, è questione nazionale”. Lo abbiamo detto all’Aquila, nel 2012, con l’azione più grande di urban knitting mai provata in Italia; lo abbiamo detto in Emilia Romagna, nel 2013, lo andremo a dire a Trieste, domani, dove da tutta Italia sono arrivate pezze di lana per cercare di rivestire i 1024 metri quadrati di Piazza Unità d’Italia, a Trieste. Abbiamo fatto una “prova generale” per vedere il risultato del nostro lavoro, i 70 metri quadrati di denuncia da portare a Trieste, messi insieme – come al solito – da mani provenienti da tutto il Paese, srotolando il lavoro sulla scalinata di San Bernardino, ed ecco il risultato.

foto di Francesca Cocciante

foto di Francesca Cocciante

 

foto di Giuliano Maragni

foto di Giuliano Maragni

foto di G. Maragni

foto di G. Maragni

 

 

 

 

 

Lo facciamo insieme, come sempre, portando un segno rosso di passione e denuncia.

Ci vediamo a Trieste!

oggi non si parla di guerra

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copertina 6 aprile 15

 

Il  6 aprile aquilano rappresenta per tutti noi uno spartiacque tra una vita e l’altra.

Rappresenta un giorno tragico, fatto di perdite e dolore.

Rappresenta però anche una vita inevitabilmente nuova, fatta di reazione, coraggio e nuove consapevolezze.

Le donne di Animammersa hanno portato avanti, in questi anni, iniziative che raccontavano anche la voglia di agire e reagire.

Quest’anno, vogliamo condividere il nostro 6 aprile con un altro 6 aprile, quello del 1992 che segnò l’inizio dell’assedio di Sarajevo, e vi racconteremo di una esperienza umana e lavorativa, che nasce in un territorio di guerra ma non parleremo di guerra.

Parleremo di donne che si sono costituite in un ‘noi collettivo’ per azzerare confini e differenze, le donne della Cooperativa agricola Insieme nata a giugno del 2003, dopo due anni di analisi del territorio attorno a Bratunac e Srebrenica, per favorire il processo di ritorno a casa delle persone cacciate dalla guerra e il ripristino delle condizioni per la vita in comune. Oggi sono oltre 500 le famiglie associate coinvolte nella produzione di frutti surgelati, marmellate e succhi;

parleremo di DERT, un documentario di Mario e Stefano Martone in fase di realizzazione, che testimonia una straordinaria esperienza collettiva fondata sulla dignità e sul lavoro;

parleremo di lamponi, pezze e voci.

Così Animammersa, nel gesto profondo di seminare germogli non ferma il suo racconto ma lo apre a prospettive di pace e lavoro.

 

il progetto

come partecipare

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