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Il progetto di Corfinio – L’Aquila

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Una Gemma, mille pezze
Progetto CorfinioL’Aquila

Corfinio Attiva è un gruppo di cittadinanza attiva, che partecipa e supporta le attività culturali e sociali del territorio.
In occasione del decimo anniversario del terremoto che ha colpito la città dell’Aquila, ma anche tutto l’Abruzzo interno, Corfinio Attiva vuole metterci una pezza, anzi 1.000 pezze…
Come luogo per l’installazione abbiamo scelto la piazza e, in particolare, “Gemma” la fontana che da più di un secolo è testimone delle storie e della Storia del nostro paese. E anche quel 6 aprile 2009, “Gemma” ci ha accolto nel suo abbraccio, quando alle 3:32 siamo scappati dalle nostre case per ritrovarci tutti in piazza.
Il nostro intervento sarà quello di ricambiare l’abbraccio e, quindi, rivestire la vasca di “Gemma” con un tappeto di pezze… e questo abbraccio simbolicamente sarà rivolto anche a tutti voi.

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Usa l’hastag #mettiamociunapezza

Il progetto di Mettiamoci una pezza

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Il progetto di Modena

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L’Azienda Panini Tessuti di Modena, oltre a contribuire alla realizzazione di un’installazione per la città de L’Aquila all’interno del Progetto Mettiamoci una Pezza, qui il progetto, collabora al Knitting Day del 6 aprile con una installazione nel centro storico di Modena.

L’installazione è composta da un grande telo su cui sono state cucite tante pezze a maglia che rappresentano in modo stilizzato delle case. La casa dal punto di vista simbolico significa protezione, sicurezza, stabilità: tutto ciò che viene a mancare quando un terremoto scuote una città e delle vite. In questa installazione le case hanno occhi, bocche e sembrano voler comunicare qualcosa. Dal centro partono dei fili colorati che creano un intreccio, un legame. Sul telo nero spiccano delle cuciture dorate. Come nella tecnica tradizionale cinese del Kintsugi, in cui la ceramica viene recuperata mettendo in evidenza le fratture con dell’oro, le cuciture dorate vogliono essere rappresentative della possibilità di recupero e rinascita.

L’opera non è completa, ma richiede la collaborazione di chiunque voglia interagire.

La casa che si trova al centro dell’installazione è in realtà una tasca che contiene aghi e fili di lana e chiunque, passanti e curiosi, possono usufruirne contribuendo alla realizzazione dell’opera finale.

L’opera è stata installata sulla Torre Ghirlandina del Duomo di Modena, simbolo della città.

hastag dei progetti #mettiamociunapezza

Il progetto di Mettiamoci una pezza

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Il progetto di Sormano – Como

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Sormano è un piccolo paese sito a 800 metri nel Triangolo lariano in provincia di Como.

Nella frazione di Dicinisio si trova la chiesa di Santa Maria, chiesa che domina la piazza, recentemente restaurata, che dà accesso al paese vecchio.

Abbiamo scelto di costruire la nostra rete a partire da questo luogo per esplicitare il desiderio di rinascita a fronte dello spopolamento che caratterizza Sormano e tanti paesi di montagna.

I fili rimandano alle relazioni, alla filatura e alla tessitura e alla knitting art.

Le relazioni tra le persone costituiscono il punto di forza per costruire progetti e attività che permettano lo sviluppo del paese. Donne e uomini, agendo sia individualmente che all’interno delle diverse associazioni a livello volontario, rendono possibile l’organizzazione di iniziative e la condivisione di saperi.

Filatura e tessitura, ora praticamente scomparse,  sono state attività caratteristiche del territorio comasco. A Sormano, nel 2003,  è stata chiusa, dopo cinquant’anni di attività, una filatura che occupava al momento della chiusura 60 persone, oltre il venti per cento della popolazione in età lavorativa.

La knitting art è stata introdotta a Sormano nel corso del II Simposio di Arte contemporanea (2017) e portata avanti dal gruppo Oli, petroli e candeggina.

Dalla piazza Santa Maria è affidato a Pina Meroni il compito di portare il filo delle relazioni alla antica sede della Latteria Cooperativa, oggi punto di raccolta dei materiali che costituiranno il Museo degli antichi mestieri.

Qui una seconda rete segnala l’edificio che si sta predisponendo per la messa in sicurezza dello stabile, il rifacimento del tetto e la messa a norma della struttura da parte dell’amministrazione comunale.

Da Sormano le reti esprimono l’augurio di rinascita  per L’Aquila e per i paesi terremotati.

Il progetto di mettiamoci una pezza

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Il progetto di Cremona

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Il progetto di Cremona

Questo è un progetto molto particolare, ideato da un gruppo di artiste.

Il Movimento Arte Inessente, che promuove i valori della “Carta dei Diritti della Terra”, quest’anno aderisce al progetto lanciato dall’Associazione Culturale Animammersa. Il progetto Mettiamoci Una Pezza nasce nel 2012 ed ha realizzato una delle più grandi ed importanti azioni di Urban Knitting in Italia, è sempre attivo e compie azioni di denuncia riguardo ai temi legati alla tutela del patrimonio paesaggistico e alle criticità territoriali mantenendo alta l’attenzione verso le fragili politiche di prevenzione delle catastrofi ambientali. E non solo. Cultura, arte e sociale sono i temi su cui si incardina il lavoro dell’associazione che da quando è nata cerca nella sperimentazione artistica la via per proporre una visione originale e profonda della realtà che ci circonda, ed è su questi valori condivisi che il Movimento Arte Inessente, propone il suo progetto artistico, frutto della collaborazione e dell’esperienza delle artiste Donatella Bianchi, Daniela Dente aka DADE, Fausta Dossi, Roberta Musi.

Il progetto

Da un corpo centrale (tematica) partono liberi dei fili che collegano le varie pezze (con vari soggetti), come cavi che virtualmente si uniscono, rappresentando così l’idea della rete che vogliamo visualizzare.

La tematica è legata ai valori etici condivisi, alle migrazioni e ad altre tematiche sociali, rappresentate con materiali, tecniche e espressività differenti delle quattro artiste, anche questa differenza sottolinea che pur nella differenza espressiva si può essere interconnessi e lavorare sotto un unico obiettivo comune con valori condivisi. Il progetto sarà presentato in occasione degli eventi collaterali inseriti durante il periodo espositivo della Fiera di Cremona.

Tessiamo la Rete per un Mondo Migliore

Con questi fili tendiamo e tessiamo una rete per unire virtualmente la gioia e la spensieratezza che ogni bambino dovrebbe avere, ma anche il diritto di ogni essere vivente alla vita e a camminare (spostarsi) sicuro per le vie del mondo. Intessiamo l’infinita curiosità e la sete di sapere, il muoversi incessante tra colori e lettere, per l’arricchimento culturale, tenendo e rispettando Madre Terra e i suoi vitali nutrimenti di cui nessun essere vivente può fare a meno e di cui deve esser grato (ad essa).

Il Progetto di Mettiamoci una pezza

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Il progetto di Chieti

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Il progetto di Chieti

Chieti ci mette una pezza!

L’azienda Speciale Multiservizi Chieti Solidale  aderisce al progetto “Mettiamoci una pezza”. Individuando la “zona rossa” nel Villaggio Celdit di Chieti scalo, si fa promotrice del progetto organizzando un’installazione nella sua centrale piazza San Pio X. La scelta ha trovato nella fragilità del posto la sua motivazione. Il Villaggio Celdit, infatti, è nato per ospitare gli operai della fabbrica Cellulosa d’Italia aperta nel 1938, ma dopo la sua chiusura del 2008, con conseguente demolizione, è diventato un quartiere periferico e marginale, nonostante la sua vicinanza al Campus dell’Università Gabriele D’Annunzio. Grazie all’adozione di una tecnica tecnologicamente avanzata che, anziché il legno, utilizzava la paglia per produrre cellulosa, la Celdit era diventata una fabbrica all’avanguardia in tutto il panorama italiano, ampliandosi poi con il nuovo insediamento della Cartiera. Era arrivata a contare un migliaio di dipendenti, trasformando una zona spopolata dedita all’agricoltura in un vivace centro di cultura e iniziative sociali. La sua storia positiva fece da traino per altri grandi insediamenti industriale e fu così che per un ventennio la Val Pescara divenne sito industriale di importanza nazionale ed europea. Chiamato già “quartiere rosso” per l’impegno sindacale, la Celdit da azienda pubblica passò ai privati e, nel tempo, scelte politiche scellerate portarono alla definitiva chiusura dello stabilimento che dava lavoro anche a molte donne, contribuendo all’emancipazione femminile. Ciò provocò la perdita di un patrimonio di cultura tecnica e sociale intaccando l’identità del territorio che ha visto lo sradicamento dei valori legati al lavoro. La circostanza rappresentò un vero trauma per Chieti che aveva stabilito un rapporto viscerale con la sua fabbrica e si era adattata al nuovo paesaggio industriale dello Scalo con la sua fabbrica bianca e imponente che svettava su tutto l’agglomerato di case.

L’iniziativa di Chieti Solidale vuole intendere una “ricucitura sociale” e ricordare il passato con un’installazione culturale e simbolica. Le donne del gruppo Sferruzziamo per il Villaggio, e tutte le altre che vorranno contribuire, realizzeranno pezze di lana bianca e sue sfumature, delle misure di un foglio formato A4, a ricordare la carta. Su ogni pezza, col filo nero, verrà scritta una frase per ricordare sia la storia della fabbrica, sia il terremoto di L’Aquila. Il filo vuole legare idealmente la periferia al centro, con la speranza che la periferia diventi essa stessa centro – culturale, sociale, di nuova attenzione – come lo auguriamo alla città di L’Aquila. I fogli bianchi di lana verranno appesi intorno alla piazza e i fili neri si prolungheranno ad avvolgere gomitoli di carta destinati a raggiungere un centro.”

Chi vuole contribuire con pezze di lana bianca, a maglia o uncinetto, formato A4, contenente una scritta con filo nero, può spedire le pezze stesse a:

Azienda Speciale Multiservizi Chieti Solidale (Centro Ragazzi 2000),

piazza San Pio X, 59 – 66100 Chieti

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Il progetto di mettiamoci una pezza

Le etichette per le vostre pezze

Immagine

Qui le etichette da scaricare e usare sulle pezze.

Il progetto di Aurora – zona L’Aquila

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Il progetto di Aurora – zona L’Aquila

Abito in centro storico all’Aquila un anno ormai, e se da una parte vedo questa città fiorire di nuove costruzioni e iniziative, ancora troppe strade sono grigie e impraticabili. C’è una grande differenza tra quello che vedo nelle strade principali e nelle stradine limitrofe, dove raramente passa qualcuno.
Perché non prenderci cura di questi luoghi, renderli nuovamente luogo di passaggio?
Perché non iniziare dal colore?
Così mi viene l’idea di avviare un progetto di yarn bombing. Abbellire, si, ma non solo, queste strade.
Partiamo in pochi, con piccole installazioni ancora in corso d’opera, poi qualcuna delle ragazze che si è offerta di aiutarmi mi consiglia di contattate l’associazione “Animammersa” che ha già realizzato uno stupendo evento di yarn bombing nel 2012.
Loro accolgono l’idea con entusiasmo e la trasformano in un evento ancora più bello, che coinvolge non solo L’Aquila, ma tutto il mondo.
Diventa insomma qualcosa di veramente grande, importante, che vuole lasciare un messaggio forte che parla di accoglienza, collaborazione, cura di questi luoghi.
Per la mia personale installazione ho immaginato qualcosa che possa coinvolgere tutti, ma proprio tutti, anche chi non sa fare la maglia o usare l’uncinetto.
Si tratta di realizzare dei semplici pom pom. In rete si trovano centinaia di tutorial su come farli, sono semplici, divertenti, anche i bambini li possono realizzare.
Qualsiasi dimensione, colore, quantità saranno assolutamente ben accetti. Le pezze dovranno arrivare entro e non oltre il 30 marzo.
Non dimenticare di includere al pacchetto che manderete anche il nome della persona, istituto, scuola o associazione che li ha realizzati.

Per avere maggiori informazioni scrivi a: nekocherry@gmail.com

 Le pezze per questo progetto andranno spedite a:

Associazione Culturale Animammersa

c/o Patrizia Bernardi

Strada statale 17 bis, Paganica 67100 L’Aquila

(usando la postilla sul pacco “per Aurora”)

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Il progetto di mettiamoci una pezza

************  English  ************

I moved in the historic centre of L’Aquila one year ago and while I see this city flourish with new buildings and initiatives, too many roads are still grey and damaged. There is a big difference between what I see in the main streets opposed to the surrounding streets, where rarely someone goes for a walk.

Why not to take care of these places, make them a place where people walk again? Why not to start colouring them? So, I came up with the idea of starting a yarn bombing project. To adorn but not only, these streets. We started, it was only few people at the beginning, with small installations that are still in progress. Then some of the girls who offered to help me recommend contacting the association “Animammersa” that already realized a wonderful event of yarn bombing in 2012. They welcomed the idea with enthusiasm and turn it into an even more beautiful event, which involves not only L’Aquila, but all the world! In short, it becomes something really big, important, that wants to leave a strong message that speaks of hospitality, collaboration, taking care of these places.

For my personal installation, I imagined something that could involve everyone, even those who cannot knit or use crochet. It is about making simple pom poms. On the internet there are hundreds of tutorials about how to make them, they are simple, fun, even children can make them. Any size, colour, quantity will be absolutely welcome. In the package you will send, do not forget to leave a note with the name of the person, institute, school or association that made them.

For more info, please write to: nekocherry@gmail.com

You can send your pom poms to this address:

Associazione Culturale Animammersa

c/o Patrizia Bernardi

strada statale 17 bis, Paganica 67100 L’Aquila

( please write down on your parcel that the  content is for Aurora)

The mettiamoci una pezza project

Mettiamoci una pezza! 2019

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installazione realizzata da Social Crochet

Il 2012 è stata una bomba, tutto quello che ne è seguito un pallido ricordo.

Lo stupore purtroppo non si rinnova, lo provi una volta. Poi temi che le volte successive possano apparire come un’ombra sbiadita.

Eppure…eppure ne abbiamo ancora voglia.

Proviamo a partire da qui: ciò che per noi è veramente importante è quello che riusciamo a fare con gli altri. O che vorremmo fare. Sono quelle le uniche azioni che generano segni indelebili, le conserviamo nella nostra memoria e qualificano le nostre esperienze.

Gran parte del resto passa, come sono passati questi dieci anni.

Quando noi sogniamo lo facciamo in grande, forse perché Mettiamoci Una Pezza ci ha abituato a questo. Oppure perché tra le tante chiacchiere il messaggio veicolato dalle “pezze” è davvero potente ed attuale.

Noi ci crediamo ancora, e ancora.

Questo progetto è dedicato alla rete che esiste dal 2012, che nascendo spontaneamente ha voluto  condividere i princìpi di quell’azione riconoscendone il valore intrinseco di denuncia e di partecipazione dal basso. Cura, attenzione, conoscenza del territorio, tutela del paesaggio e del patrimonio artistico  come bene comune ed eredità culturale.

Proprio per questo non è solo la nostra città oggi il soggetto del progetto, ma i vostri luoghi, i vostri territori, quartieri ed incompiute che deprimono il paesaggio.

Allora quest’anno proviamo ad allungare il passo e a venirci incontro.

Vi chiediamo non solo di partecipare ma di essere voi per primi gli autori di un tassello da unire, anche solo virtualmente, a noi.

Provate ad immaginare: tendere un filo che rimbalza da un territorio ad una città, da una zona all’altra del paese e che, grazie ad una video-istallazione si potrà vedere da L’Aquila il 6 aprile 2019 e attraverso la nostra pagina Facebook, e tutti gli altri canali, rimbalzerà di nodo in nodo.

E’ molto più semplice di quello che appare.

Basta che voi individuiate un luogo, la vostra zona rossa, facciate le pezze per evidenziarla, ed infine le filmiate con un video che condividerete con noi. In questo modo da qui non assembleremo solo le pezze ma anche le vostre azioni, trasformando così quella giornata in un Urban Knitting Day

Hastag del progetto #mettiamociunapezza

************ English ************

In 2012 the project was a success, but what followed was a pale memory.

That kind of amazement, unfortunately, cannot be renewed; you can try it once. Then you fear that when you will try again, it may look like a faded shadow.

And yet … we still want to do it.

Let’s try to start from here: what is really important for us is what we can do with others. Or what we would like to do. These are the only actions that generate indelible signs, we keep them in our memory and they qualify our experiences.

Much of the rest passes, as these ten years have passed.

When we dream, we do it big, maybe because “mettiamoci una pezza” made us used to this. Or because among the many chatters, the message conveyed by the “pezze” is really powerful and current.

We still believe in this project.

This project is dedicated to the network that got together spontaneusoly in 2012, with the aim of sharing the principles of that action recognizing the intrinsic value of reporting and participation from below.

Care, attention, knowledge of the territory, protection of the landscape and artistic heritage as a common value and cultural heritage.

Exactly for this reason, it is not only our city today the subject of the project, but your places, your territories, neighborhoods and unfinished works that make the landscape so sad.

Therefore, this year we try to reach out to you with our hands.

We ask you not only to participate but to be the authors of a piece to connect, even if only virtually, to us.

Try to imagine: to stretch a thread that rebounds from a territory to a city, from one area to another of the country and that, thanks to a video-installation will be seen from L’Aquila on 6 April 2019 and through our Facebook page, and all other channels, will bounce from knot to knot.

It is much simpler than it appears.

As long as you identify a place, your “red area”, make the pieces to highlight it, and finally you film them with a video that you will share with us. This way, from here we will not only assemble the pieces but also your actions, thus transforming that day into an Urban Knitting Day.

 

Hashtag of the project #mettiamociunapezza

how to participate

 

La denuncia

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mare-640 Il dossier di Legambiente 2016 dedicato allo stato di salute del nostre acque, inizia avvertendo che sono aumentati del 27% i reati a danno del mare. Già da qui mi viene una gran rabbia, purtroppo non è finita. Segue una classifica del “mare illegale” con regioni che salgono, che scendono, che si strappano il primato vicendevolmente, modello campionato sportivo ma con medaglie che puzzano e uccidono. Perché d’inquinamento si muore, è bene tenerlo a mente, sempre. Continuiamo a leggere.                                                                                                                               Cemento selvaggio che deturpa le coste (non stiamo parlando solo di tutela del paesaggio,che già basterebbe di suo, l’abusivismo è la punta di una piramide del malaffare che ci sta strangolando), depuratori inadeguati che permettono lo sversamento di sostanze tossiche che costringono a pagare sanzioni salate (è il caso di dirlo!) a carico della collettività. Da quest’anno verseremo 480 milioni l’anno visto che siamo stati condannati dalla UE non avendo adeguato la maggior parte dei sistemi di depurazione che scaricano in aree sensibili, cioè mare, laghi ed alcuni bacini fluviali. Ma c’è un aspetto che è poco conosciuto ma di una gravità assoluta e che proseguendo nella lettura veniamo scoprendo: la pesca di frodo. Oltre a produrre effetti disastrosi per l’ecosistema, come se questo non bastasse, ha effetti nocivi sulla salute del consumatore e sull’economia del nostro Paese. Cosa mettiamo sulle nostre tavole? Abbiamo la certezza della loro freschezza o del rispetto delle più elementari norme igieniche? No. La filiera commerciale illecita non permette al consumatore di tutelare la propria salute e non permette alle aziende sane di sopravvivere. Alla fine della lettura mi accorgo di fare un pensiero banale: forse la rabbia non basta più. Forse è il caso di iniziare ad occuparci un po’ di più del nostro mare, di difenderlo, conoscerlo o semplicemente amarlo come è giusto che sia.

Se stai guardando il mare, ora, mentre io qui scrivo leggendo decine di articoli sull’inquinamento, e tu godendoti quella distesa, piatta o leggermente increspata dalla brezza, fermati un momento come me e pensa……

Il progetto      come partecipare

Il luogo

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…vieni c’è una casa nel bosco, il suo nome conosco, vuoi conoscerlo tu?…

ph A. De Tomassi

ph A. De Tomassi

Chi ci segue avrà notato che quando ci muoviamo non lo facciamo mai a caso ma per una strana alchimia troviamo sempre qualcuno o qualcosa di unico e prezioso.

Quasi guidate da uno spirito benevolo, intrecciamo storie e persone inaspettate, vive, che ci cambiano un po’la vita. Che ci piacciono tanto!

Come abbiamo raccontato, presentand31041_132384736777116_6899608_no il nuovo progetto, dal 21 agosto sino al 18 settembre, saremo ospiti dell’Associazione Culturale Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo. Qui, Andreina De Tomassi e Antonio Sorace, hanno creato una residenza per artisti trasformando una dimora nata per gli operai dell’Enel, a servizio della diga, in un’officina creativa, bella e accogliente.

C’è di più. Questo sito naturale, un bosco pre-appenninico dove la vegetazione arborea autoctona sopravvive non contaminata, è diventato un museo all’aperto abitato da opere d’arte create intenzionalmente per essere lasciate esposte e soggette al variare delle stagioni e della natura che talvolta le ingloba, le arricchisce o le nasconde in un perpetuo dialogo silenzioso.

foto di luca zaro

ph di Luca Zaro

Land Art al Furlo è un’iniziativa a tema, siamo alla VII edizione, che richiama artisti di fama nazionale. Il tema scelto quest’anno ha come titolo “Totem scritture verticali” e già si alza il tasso di curiosità. Detto questo vogliamo ricordare che noi non partecipiamo al concorso, ma, grazie al vostro prezioso aiuto, lasceremo una testimonianza di quel curioso fenomeno che è Mettiamoci una Pezza, più facile a farsi che non a spiegarsi! Se vi dovesse capitare di passare da quelle parti andate a fare la Passeggiata di Arte e Natura ne vale veramente la pena. E questo è un buon consiglio, ve lo assicuro.

P.S.: siamo veramente orgogliose di aver conosciuto Andreina e Antonio, non potevamo non dirlo!

 

il progetto

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