Yes, I knit! (sì, io lavoro a maglia!)

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Donna che lavora a maglia  - Françoise Duparc

Donna che lavora a maglia - Françoise Duparc

Ora aspettate un momento che ritorno sulla poltrona e riprendo a sferruzzare.
E’ da qualche settimana che lo faccio a tutte le ore; sul treno dei pendolari che mi riporta a casa, il pomeriggio, la sera, a tutte le ore in queste giornate isolata da un metro di neve. Ho imparato a ritagliare momenti tutti miei là dove credevo impossibile.
Il tutto è iniziato guardando tre foto pubblicate su un giornale.
Non so se vi è capitato anche a voi ma quando le ho viste sono stata investita da quella strana sensazione che solo l’allegria, lo stupore e l’ammirazione provate contemporaneamente ti fanno assaporare.
Quando poi grazie a internet ho allargato la mia conoscenza in materia allora è stato uno sconquasso.
Io che ho imparato a tenere in mano l’uncinetto grazie ai boy scout, ora posso confessarlo: trentasette anni fa fu mia madre a finire il cappellino rosso a puntini neri che avrei dovuto farmi da sola.
Bene, io sono andata su You Tube e ho ripassato come si fa il punto basso  all’uncinetto.
Se ne avete bisogno rivolgetevi alla signora sarda, la riconoscete perché ad un certo punto le squilla il telefono durante la registrazione. Grazie a lei ora il mio lavoro cresce molto più velocemente.
E ve ne dico un’altra.
In questi giorni posso lavorare perché dieci anni fa mentre aspettavo mio figlio il dottore mi costrinse ad un forzato riposo.
Per occupare tutte quelle ore decisi di fare due cose:
1 – preparare una copertina al piccoletto,
2 – leggere Anna Karenina.

KNIT camBRIDGE

KNIT camBRIDGE

Ora quel cotone che mi porto dietro da dieci anni è quasi finito.
E tutto questo entusiasmo nasce dal fatto che io ora grazie a questo lavoro mi sento una parte di una lunga catena.
Guardando quelle foto ammiravo la maestria di tutti quelli che pur distanti e sconosciuti si erano uniti nel trasformare, ad esempio, un ponte di ferro in un trionfo di colori.
Questo mi piace.
Ho voglia di partecipare ad un atto creativo collettivo.
Non sto qui a dare tutte le spiegazioni psicologiche e sociologiche di questo mio stato d’animo. Sicuramente gente più brava saprà spiegarlo.
Io già penso a quando alla fine guardandomi intorno proverò quella strana sensazione che solo l’allegria, lo stupore e l’ammirazione provate contemporaneamente ti fanno assaporare.

Rita Biamonti

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