Il filo rosso che unisce l’Italia

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IMG_2907C’è un Fiume Rosso che unisce l’Italia
un fiume rosso di terra e di rabbia,
la unisce e la bagna.
I libri di geografia non ne seguono il corso
e in quelli di storia non trovete il suo nome.
Nessuno parla volentieri del Fiume Rosso.
Arrivato improvviso nella vita di Erto, di Messina, dell’Aquila, si nutre di morti portandosi via i sogni, l’amore…la memoria.
Porta con se i morti che l’Italia ha inghiottito spietatamente nelle sue viscere senza chiamata e senza preavviso.
Che Madre è colei che non si prende cura delle acque dei suoi fiumi, della terra delle sue montagne, della potenza spaventosa dei suoi Vulcani?
E ogni volta che il Fiume Rosso torna a far sentire la sua voce e ad uscire dall’oblio,
ora come nella notte dei tempi,
si maledice il Fato,
la tragedia Imprevedibile,
la punizione Divina.
E i palazzi crescono sotto le scogliere,
gli ospedali sopra le faglie,
le ville attorno ai vulcani.
C’è un Fiume Rosso che attraversa l’Italia
la unisce e la bagna.
Un Fiume Rosso di terra e di rabbia,
di sangue, vergogna e silenzio.
(memoriter)

Nel 2011, i 150 anni dell’Unità d’Italia per noi di Animammersa, sono stati lo spunto per fare una riflessione su uno degli aspetti più drammatici del nostro paese: l’unicità, dal Nord al Sud, del dissesto idrogeologico del Paese a causa di dissennate politiche di consumo del territorio.
L’Italia è tristemente unita anche da questo. Dal Vajont a Gibellina, ogni territorio è continuamente massacrato da frane, alluvioni, esondazioni, crolli, mancanza di leggi che prevedano costruzioni edilizie rigorose in regime antisismico. L’Aquila, città distrutta dal sisma del 2009, ha acuito il senso di impotenza e di rabbia verso l’inadeguatezza istituzionale nella soluzione di questo genere di problemi, prioritari solo nel gergo politichese elettorale.
Questo fiume rosso diventa ora, qui all’Aquila, filo di ragnatela che insieme stiamo costruendo per ribellarci, per far sentire forte e chiaro la voce di quella comunità di cui ognuno di noi si sente parte. La vostra partecipazione amplifica il tono, vibra e diffonde la denuncia che arriva dalla Sardegna, dalla Toscana, dalla Calabria, dalle zone dell’Emilia, dai singoli e dai gruppi che in ogni regione, che ogni giorno si uniscono in un semplice e potente gesto.

Come partecipare       Il progetto      Una cartolina dall’Aquila

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