Una pezza per la Basilica di Santa Maria di Collemaggio

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Virtual Urban Knitting: basilica di Santa Maria di Collemaggio by D. Giagnacovo

Virtual Urban Knitting: Basilica di Santa Maria di Collemaggio by D. Giagnacovo

Da qualche giorno Donatella Giagnacovo, artista aquilana, ci regala sulla nostra pagina facebook le sue creazioni di “knitting virtuale” dedicate ai principali scorci e monumenti del nostro centro storico.

Le sue azioni virtuali ci aiutano a ribadire uno degli scopi della nostra iniziativa “Mettiamoci una pezza!”: mantenere alta l’attenzione sulle precarie condizioni del patrimonio artistico di L‘Aquila profondamente danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009.

Così, prendendo spunto dalle immagini elaborate da Donatella, pubblicheremo, a partire da oggi, una serie di articoli che faranno scoprire questo patrimonio a chi non lo conosce, affermando la sua appartenenza alla comunità nazionale e non solo a quella aquilana.

La Basilica di Santa Maria di Collemaggio.

La Basilica di Santa Maria di Collemaggio fu fondata nel 1287. Per la prima ed unica volta al di fuori di Roma, nell’agosto del 1294, venne qui eletto Papa Pietro da Morrone con il nome di Celestino V. Sul lato sinistro della Basilica si trova la Porta Santa che viene aperta ogni 28 agosto e chiusa la sera successiva, per un Giubileo annuale unico nel suo genere. Proprio a Collemaggio Celestino V emanò la Bolla del Perdono con la quale concedeva l’indulgenza plenaria e universale a tutta l’umanità. Dal 1327 le spoglie di Celestino V sono conservate all’interno della Basilica.
A causa del terremoto del 6 Aprile 2009 la Basilica ha riportato gravissimi danni.

La navata centrale della Basilica di Collemaggio  (prima del 6 aprile 2009)

La navata centrale della Basilica di Santa Maria diCollemaggio (prima del 6 aprile 2009)

La facciata si è salvata grazie agli interventi di restauro programmati a partire dal 2007  dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per l’Abruzzo. Il ponteggio ancora presente nella primavera del 2009 ha sicuramente attenuato gli effetti della scossa su quella porzione dell’edificio.

I ponteggi e la messa in sicurezza dell'interno della Basilica di santa Maria di Collemaggio (2012)

oggi: l'interno della Basilica di Santa Maria di Collemaggio (2012)

Durante il G8 svoltosi a L’Aquila nell’estate del 2009,  il Governo decise di stilare un elenco dei principali monumenti danneggiati dal sisma, da presentare ai Governi Esteri che si erano mostrati attenti e desiderosi di aiutare.

In quei caldi giorni di luglio, mentre la città veniva blindata per salvaguardare la sicurezza dei “Grandi della Terra”, si svolgeva il tour delle First Lady nel centro storico, ancora blindato ai comuni cittadini,  e la lista fu consegnata.

La Basilica di Santa Maria di Collemaggio era inserita nella lista dei monumenti da adottare, ma a tutt’oggi è ancora orfana.

Nel giugno 2010 sul sagrato della chiesa si svolge la cerimonia “La facciata dis-velata” (il titolo lo prendiamo direttamente dal sito della Protezione Civile, in una sezione archiviata) alla presenza del sottosegretario Gianni Letta, del Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e del Presidente della Regione Gianni Chiodi. E di tanti altri, tra i quali i cittadini che provavano ancora una volta a mostrare un’altra realtà.
Alle proteste popolari si affiancano i giornalisti che, come scrive Giustino Parisse sul Centro, riconoscono in questa operazione lo specchio fedele della situazione aquilana: operazioni di “facciata” per nascondere il vero stato delle cose. Forse a quei tempi qualcuno già sospettava, mentre la maggioranza ha scoperto più tardi, che la prima di tutte queste operazioni mediatiche ci era stata già propinata una settimana prima del terremoto con la riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 Marzo 2009.

Basilica Santa Maria di Collemaggio

Basilica Santa Maria di Collemaggio - la facciata

Un anno dopo verrà portato a termine il restauro della Porta Santa, ma il resto della Basilica presenta ancora gravissimi danni. I ponteggi e i lavori di messa in sicurezza hanno permesso la riapertura al pubblico della Basilica: non si conoscono i tempi, ma solo i costi stimati dell’opera di restauro.

Fin qui la cronaca, poi c’è la vita.

E allora, almeno per noi, è difficile trasformare le sensazioni in parole. Si arriva quasi ad abituarsi ai monconi di mura e ai piccioni tra i banchi. Quasi, certo, ma fa male doverlo ammettere.
Non ci vogliamo piegare a questa assuefazione, non lo facciamo nella nostra vita quotidiana e non lo facciamo nelle nostre scelte artistiche, a modo nostro continuiamo a lottare.

Il viaggio prosegue.

Una risposta »

  1. Su Santa Maria di Collemaggio posso dirtene un’ altra: il progetto di rifacimento del prato e relativi costi sono stati sostenuti da una Onlus pescarese di cui non faccio il nome perché saranno loro a decidere. Non sono stati costi da poco, una prima tranche è stata raccolta da un’ imprenditrice della moda che ha coinvolto i colleghi della settimana della moda a Milano. Poi ci sono voluti mesi per avere le autorizzazioni, praticamente convincere il comune ha richiesto più tempo che raccogliere i soldi ed eseguire i lavori. Tu l’ hai mai vista da qualche parte una targhetta di ringraziamento o riconoscimento, il minimo che si fa con gli sponsor privati? Non hanno mai neanche ricevuto una lettera seria di ringraziamento, fatto salvo che gli assessori preposti, si, proprio quelli che hanno bloccato i lavori per mesi, alla fine si sono presi tutto il merito.
    (Certo, hanno invitato la responsabile dell’ onlus alla Perdonanza, considerando i cani e i porci che hanno partecipato negli ultimi anni, direi che non sia questo grande onore, ma vabbè).
    Se questo è il modo di fare dei nostri amministratori poi uno si meraviglia che tutta la buona volontà degli sponsor provati venga dispersa inutilmente. Intanto sopra alle rovine continua a piovere e a nevicare, fra poco che ti ricostruisci?

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