Una pezza per i Portici da Rita Biamonti

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i Portici prima del 6 aprile 2009

i Portici prima del 6 aprile 2009

Divento grande.
Le tute da ginnastica escono dalle palestre e diventano belle.  Capi d’abbigliamento che puoi indossare sotto i Portici.

Divento grande.
L’emozione dei primi appuntamenti, imparo un lessico lontano dalla piazzetta dei giochi, regole e linguaggio nuovo lo affronto come se niente fosse perchè ora è lì che devo trovare il mio posto.
Le lancette segnano le 16.30. Carnevale, scappi inseguita dai  manganelli pieni di carta o di acqua. Dentro e fuori di corsa, urla e risa.
A domani, ora si devo lasciare lo spazio ad altri.

Divento grande.
Una fila silenziosa di liceali segue un inconsapevole vecchietto. Rido ancora.
L’amore, gli sguardi, usa il passaggio dell’autobus per nascondersi. Spiritoso sì, molto spiritoso, begli amici che siete! Il coraggio di camminare la prima volta  mano per la mano.
Luglio è un deserto, Agosto si rianima. E’ arrivato Settembre, vai che si ricomincia.
Sposto in avanti le lancette. Ci vediamo domani.

i Portici oggi

i Portici oggi

Divento grande.
L’appartenenza politica. Ci si ferma e ci si appoggia,  solo a quella determinata colonna… il mio  compagno di banco si ferma qualche colonna più avanti. E’ tempo di riflettere sulla collocazione in classe dei posti a sedere.
Le domeniche pre-elettorali.

Passeggiano i candidati elegantemente vestiti con mogli al seguito, profumo e parrucchiere. Saluti e baci. Battute sagaci. Mani pulite.
Il vagone della metropolitana di superficie, parcheggiato davanti al cinema Rex, reliquia laica esposta al pubblico, lucida e pulita, arriva il progresso. Entrino signori, entrino…

Divento grande.
E’ sera.
Sagome di legno, una donna, un uomo…la città in cinema.
Ultimo spettacolo al cinema Olimpia, si gira l’angolo le saracinesche abbassate, poche persone, quel silenzio non fa paura.
Saltimbanchi e attori, universitari da tutta Europa.
La notte noir.

Ora il mio cane corre senza guinzaglio, entra ed esce da scatole di legno, i turisti camminano macchinetta al collo, commentano, lo sguardo sui muri.
I militari mi dicono signora richiami il suo cane lei lì non può andare.
Un dj urla la sua musica spostando un cursore, sbandieratori danzano sui tavoli.
Agosto finisce arriva Settembre, vai che si ricomincia?

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