L’impunità di Israele. Perché ad Israele tutto è permesso?

Standard

Originally posted on Massimo Ragnedda:

gaz“Da dove viene l’impunità che permette a Israele di portare avanti la mattanza a Gaza?” Se lo chiede, sono sue le parole, Eduardo Galeano, una delle personalità più autorevoli e stimate della letteratura latinoamericana. Ce lo chiediamo un po’ tutti, visto il massacro di civili innocenti nella Striscia di Gaza. Massacro che va avanti da settimane e che ha ucciso, sinora, migliaia di persone, la stragrande maggioranza delle quali, secondo l’ONU, sono civili innocenti. Israele bombarda indiscriminatamente centri abitati che, ricordo, sono i più popolati al mondo, incurante del fatto che sotto quei tetti vivono decine e decine di persone, donne e bambini innocenti che non sanno e non possono fuggire.

Chi ha regalato ad Israele, si chiede sempre Galeano, il diritto di negare i diritti di altri? Chi ha dato ad Israele il diritto di massacrare donne e bambini, non rispettare le risoluzioni ONU (sono più di 60 le…

View original 477 altre parole

E’ finita

Standard

IMG_0195Adesso è finita, finalmente. nel senso che finalmente potremo riposare ed evitare di prendere tutto il freddo planetario “solo” per rispettare una idea. la giornata di oggi sarà riflessiva, vi aspettiamo in piazza, ci facciamo due chiacchiere, ma l’eroismo dell’applicazione di una idea, pur folle, è passata. e però mi ricordo di un signore, che è arrivato discretissimo, in silenzio, a presenziare alla tessitura di una delle nostre tele di ragno. davanti alla precisione certosina di Francesca Cocciante, è stato zitto ed ha guardato in silenzio. ha approvato, si vedeva che sapeva cosa stava approvando. poi timidamente, a me che legavo i fili della ragnatela ha detto “signora, un po’ più stretti, sennò rovina il lavoro della sua amica”; aveva ragione, mi sono adeguata. e poi è restato lì, a presidiare al montaggio, al dispiegamento delle scale da sette metri, alla loro messa in sicurezza. si è rincuorato quando ha visto il capitano e cicino salire per montare la ragnatela, che forse pensava l’avessimo voluto fare noi femmine. e mi ha delicatamente spostato, quando ho voluto fare da contrappeso ad una delle scale, mettendosi lui al posto mio. non è aquilano, è anziano, lavora in uno dei cantieri della ricostruzione, dalle tre parole pronunciate, forse pugliese. l’abbiamo invitato a bere della birra con noi, a notte fonda e lavoro concluso. ha opposto un gentile diniego ed è andato via. questi e solo questi sono i motivi per cui vivo ancora in questa città.

Animammersa e il 6 Aprile

Standard

L'Aquila 6 Aprile 2012 - foto di Marco D'AntonioAnimammersa  compie cinque anni di vita, gli stessi cinque anni che legano gli aquilani al 6 Aprile 2009. Di vincolo infatti si tratta, a causa del legame che procura il ricordo della violenza fisica subita con il terremoto, per i crolli e le vittime; a causa della violenza psicologica subita, per le vittime e le inutili rassicurazioni, e a causa della ingiustizia che ha visto sperperare denari, risorse, progetti, insieme alla disgregazione di tutta la comunità del Cratere.

Animammersa ha vissuto di vita “politica” raccontando attraverso il teatro e i laboratori il disagio della comunità e la forza di reazione delle donne e dicendo a gran voce che il paesaggio e il suo territorio non possono e non devono essere più beni di scambio politico, bensì bene comune.

Il filo rosso che unisce l’Italia non può essere quello che omogeneizza il paese a causa delle catastrofi naturali e dei dissesti idrogeologici, delle esondazioni, delle alluvioni e dei crolli per sisma come è stato fino ad oggi. Deve essere quello che denuncia e richiede un progetto normativo che tuteli le nostre terre, la nostra cultura, la nostra coesione come società in tutte le sue componenti.

Il progetto “mettiamociunapezza” ideato e voluto da Animammersa nel 2012, è questo. Un gesto politico con una fortissima capacità di coesione sociale che avvicina le persone sotto lo slogan “Una zona rossa, ovunque si trovi, è questione nazionale”. Urban Knitting non vuol dire abbellire gioiosamente monumenti con la lana colorata. Vuol dire mettere in evidenza il grigiore e l’ignavia delle istituzioni davanti a distruzione e incompetenza, insieme alla loro colpevole assenza normativa.

Nella prima edizione del 2012, hanno partecipato più di seimila persone da tutto il mondo, spedendo le pezze colorate che sarebbero servite a evidenziare la cura necessaria al territorio. E’ stata conseguenza naturale trasferire lo stesso tipo di allestimento nel 2013 su un altro territorio colpito da un sisma, l’Emilia. Il nostro slogan, la partecipazione massiccia di altre comunità al progetto, ci hanno detto che le catastrofi oltre ad un dolore privato, sono soprattutto un fatto collettivo che ha bisogno di una soluzione politica, istituzionale, normativa. Non sferruzziamo, agiamo per la polis, facciamo politica.

La definitiva consapevolezza che il progetto sia vicenda di coscienza nazionale viene dal programma di quest’anno. L’edizione del 2014 prevede ancora un allestimento in Piazza Duomo, all’Aquila, a partire dal 1° Aprile e fino alla fatidica data del 6 Aprile, con la costruzione di quanto di più metaforico esista: più ragnatele tessute con lana rossa, inviate ancora una volta da tutto il Paese.
La catenella rossa all’uncinetto con cui Animammersa tesserà le ragnatele è un manufatto tanto più semplice quanto più politico. Nella sua semplice nudità denuncia il vigore di una coesione nazionale, di una indignazione complessiva di fronte alle assenze istituzionali, di una coscienza politica.

Per tutto questo, Animammersa sarà in Piazza Duomo a L’Aquila, quest’anno. Il 5 Aprile con l’installazione delle ragnatele e il 6 aprile anche per proporre un annullo filatelico, in collaborazione con Poste Italiane, e il Patrocinio del Comune di L’Aquila, per commemorare i primi cinque anni dal sisma del 6 Aprile 2009 e il quinquennio di attività di Animammersa.
Le donne di Animammersa saranno comunque in Piazza Duomo a partire dal 1° per lavorare “in loco” e insieme a tutti coloro che vorranno dare una mano alla tessitura della ragnatela e per autofinanziare il progetto attraverso la vendita a contributo di cartoline interamente dedicate alle installazioni di “Mettiamoci una pezza”.

 Il progetto

Una cartolina dall’Aquila

Una cartolina dall’Aquila

Standard

08Inserito nel nuovo progetto  “Mettiamoci una Pezza! ancora una volta” c’è un evento che abbiamo presentato ma sul quale ora vogliamo soffermarci per fornirvi ulteriori informazioni; ci riferiamo cioè a Una cartolina dall’Aquila.
Il 6 Aprile 2014 in Piazza Duomo saremo presenti dalla mattina con uno stand delle Poste Italiane dove le nostre cartoline potranno essere timbrate con lo speciale annullo filatelico dedicato all’anniversario del terremoto che le poste ci hanno riservato.L’orario per l’annullo è dalle 15.00 alle 20.00
Come molti di voi sanno Mettiamoci Una pezza è un progetto nato dall’Associazione Culturale Animammersa .
Nel 2012 scegliemmo di aprire e lanciare attraverso il web la nostra denuncia. Un atto, una provocazione e grazie a voi un grande successo!
Da quella azione di urban knitting a l’Aquila è nato il più grande allestimento fatto in Italia.
Le pezze sono di tutti noi. Sono intorno alle cose che facciamo, rappresentano una affermazione di esistenza dovunque vadano, ovunque le abbiamo portate. Hanno fatto capire ai bambini, ai genitori, agli insegnanti, agli impegnati e a quelli disinteressati, ai belli e ai brutti, a tutti coloro che le hanno viste, che il territorio va amato, rispettato e curato. Hanno aperto gli occhi del mondo, una volta di più, sulla situazione del centro storico aquilano; hanno detto forte e chiaro in Emilia, insieme agli aquilani, che una zona rossa, ovunque si trovi, è una questione nazionale. Sono una forza, un braccio operativo, uno strumento non violento e imponente attraverso cui Animammersa e tutti voi è pronta a denunciare, soccorrere, sottolineare abusi edilizi, dissesti territoriali, inadempienze normative e assenze amministrative.
Le foto scattate il 6 Aprile 2012 sono ora diventate cartoline. Abbiamo trasformato quell’atto in oggetto e ora ve lo proponiamo. Il contributo che chiediamo serve alla sopravvivenza dell’associazione che si alimenta esclusivamente attraverso queste forme di contribuzione partecipata, che ci permettono di continuare.
Nel sito di Animammersa troverete le immagini messe a disposizione e potrete scegliere quelle che più vi piacciono. Sarà nostra cura fare l’annullo, affrancarle e rispedirle.
Sostieni Animammersa e il canto corale e collettivo che ha potuto raccogliere dal terremoto in poi.IMG01884-20140331-1659

 Il progetto

 Come partecipare

L’AquiLANA

Standard

 

Quando incontri Valeria Gallese il suo sorriso ti illumina.AquiLana marchio
Ha in mano la lana che vuole donarci. AquiLANA è il suo marchio.
Parliamo in piedi, quasi di corsa, la giornata di lavoro è stata lunga, c’è ancora tanto da fare. Lei vuole sapere di noi e noi di lei.                                                             Le nostre domande si accavallano. Vorrei avere più tempo, ma lei riesce con poche pennellate a farti intravedere il suo mondo, la fatica, l’entusiasmo, le difficoltà, la passione.AquiLana progetto pecunia
“Come è nata questa bellissima idea?” mi chiede
“No, sono io che voglio sapere di te”
Sorride, si schernisce. Guarda i gomitoli li descrive e li dona.
Quando ci siamo salutate ha allargato le braccia e mi ha stretto a se scusandosi perchè forse l’odore non era dei migliori non essendo riuscita dopo una giornata di lavoro ancora a farsi la doccia! Ma no, non è vero, ha lo stesso profumo della sua lana, sa di amore, di cura, di ..memoria. Un odore che mi ha riportato all’ infanzia, allo stupore che si ha a quella età, a mia madre. Poi torno a casa e leggo sulla sua pagina facebook   “Mi sono innamorata della lana, non del gomitolo, del vello sudicio e puzzolente, che ti lascia quell’odore di cacca e lanolina sulle mani! Che ti sporca i pantaloni di grasso quando cerchi di immobilizzare una pecora per aiutarla a partorire, per controllarle i denti e la salute. Ne ho seguito l’evoluzione ed ho creduto nella sua trasformazione con l’approvazione di Ovidio sempre al mio fianco. Ho fatto nascere un Marchio che rappresenta delle Signore Matasse che migliorano di anno in anno. Ogni vendita è una conferma di quanto finora è stato benfatto. Ma niente mi emoziona di più che vedere qualcosa di realizzato con questa lana…. Riesco a commuovermi come una bimba davanti alla bellezza dei vostri lavori!! E’ come se tutte le ansie e le preoccupazioni dei giorni più neri si sciogliessero davanti a dei colori meravigliosi. Amo la lana aquilana sinceramente e fino in fondo per tutto quello che essa rappresenta e tanto da piangere di gioia di fronte al suo trionfo!!…”
E tra le tante cose che mi vengono in mente la prima è, abbracciaci forte Valeria, abbracciaci ancora!

 

AquiLANA

L'AquiLANA lana grezza

Il filo rosso che unisce l’Italia

Standard

IMG_2907C’è un Fiume Rosso che unisce l’Italia
un fiume rosso di terra e di rabbia,
la unisce e la bagna.
I libri di geografia non ne seguono il corso
e in quelli di storia non trovete il suo nome.
Nessuno parla volentieri del Fiume Rosso.
Arrivato improvviso nella vita di Erto, di Messina, dell’Aquila, si nutre di morti portandosi via i sogni, l’amore…la memoria.
Porta con se i morti che l’Italia ha inghiottito spietatamente nelle sue viscere senza chiamata e senza preavviso.
Che Madre è colei che non si prende cura delle acque dei suoi fiumi, della terra delle sue montagne, della potenza spaventosa dei suoi Vulcani?
E ogni volta che il Fiume Rosso torna a far sentire la sua voce e ad uscire dall’oblio,
ora come nella notte dei tempi,
si maledice il Fato,
la tragedia Imprevedibile,
la punizione Divina.
E i palazzi crescono sotto le scogliere,
gli ospedali sopra le faglie,
le ville attorno ai vulcani.
C’è un Fiume Rosso che attraversa l’Italia
la unisce e la bagna.
Un Fiume Rosso di terra e di rabbia,
di sangue, vergogna e silenzio.
(memoriter)

Nel 2011, i 150 anni dell’Unità d’Italia per noi di Animammersa, sono stati lo spunto per fare una riflessione su uno degli aspetti più drammatici del nostro paese: l’unicità, dal Nord al Sud, del dissesto idrogeologico del Paese a causa di dissennate politiche di consumo del territorio.
L’Italia è tristemente unita anche da questo. Dal Vajont a Gibellina, ogni territorio è continuamente massacrato da frane, alluvioni, esondazioni, crolli, mancanza di leggi che prevedano costruzioni edilizie rigorose in regime antisismico. L’Aquila, città distrutta dal sisma del 2009, ha acuito il senso di impotenza e di rabbia verso l’inadeguatezza istituzionale nella soluzione di questo genere di problemi, prioritari solo nel gergo politichese elettorale.
Questo fiume rosso diventa ora, qui all’Aquila, filo di ragnatela che insieme stiamo costruendo per ribellarci, per far sentire forte e chiaro la voce di quella comunità di cui ognuno di noi si sente parte. La vostra partecipazione amplifica il tono, vibra e diffonde la denuncia che arriva dalla Sardegna, dalla Toscana, dalla Calabria, dalle zone dell’Emilia, dai singoli e dai gruppi che in ogni regione, che ogni giorno si uniscono in un semplice e potente gesto.

Come partecipare       Il progetto      Una cartolina dall’Aquila

come partecipare

Standard

piazza duomo  l'aquilaLa partecipazione al progetto “Mettiamoci una Pezza! ancora una volta” è libera e aperta a tutti.

La nostra idea è quella di creare una “ragnatela” rossa a Piazza Duomo all’Aquila il giorno  6 Aprile 2014.

Abbiamo scelto questo simbolo perchè meglio di altri rappresenta  quell’atteggiamento di immobilismo  contro il quale lanciamo le nostre azioni, siamo intrappolati in un territorio che cade a pezzi

Vorremmo raccogliere:

-        “catenelle” di lana o di cotone il più lunghe possibili e di colore esclusivamente  ROSSO

-        gomitoli di lana e di cotone esclusivamente di colore ROSSO
IMG_3228

Puoi spedire il tuo gomitolo o la catenella presso:

Associazione Culturale Animammersa

c/o Patrizia Bernardi

via Strada Statale 17 Bis 87

67100 Paganica (AQ)

Per facilitare l’organizzazione del nostro lavoro di assemblaggio e per predisporre l’installazione, è importante che il vostro materiale arrivi al massimo per il giorno 1 Aprile 2014.

Comunicaci la tua adesione al progetto lasciando un commento su questa pagina, o sulla pagina facebook oppure invia una e-mail a mettiamociunapezza@gmail.com

Il progetto

Mettiamoci una pezza! ancora una volta

Standard
Piazza Duomo - L'Aquila

Un disastro ogni volta che piove, si riempiono le strade ed esondano i fiumi, anche quelli che ti scorrono accanto e da tempo non li consideravi più tali, forse canali, se proprio qualcuno te lo avesse domandato. Talvolta neanche erano poi così vicini. E ora ti ritrovi, il salotto, il bar, l’officina piene di fango puzzolente. La conta dei danni è appena  iniziata. Silenzio.

Quella puzza costa. Costa quello che ti ha rubato, costa dover buttare divani, merce, macchinari. Costa e non sai dove prenderli quei soldi, non sai quando te li ridaranno, se te li ridaranno. Qualcuno abbandona. Rabbia.

Mentre le telecamere riprendono il paesaggio annullato, sommerso, l’esperto di turno ricorda gli inutili allarmi, i tanti convegni sulla fragilità del nostro bel paese. Uno spazio alle vittime ed uno agli speculatori. Dolore.

Tutte le volte è l’ultima. Tutte le volte.

Può essere l’acqua che invade, la terra che trema, certo è che sempre più gente si ritrova a condividere queste tragedie; un segno indelebile che pesa, che segna lo sguardo, ci si riconosce nei silenzi, nei racconti, negli slogan che nei vari dialetti si stampano su magliette a maniche corte.

A cinque anni dal terremoto che ha colpito L’Aquila ed il suo territorio Animammersa ha deciso di dedicare il progetto di quest’anno a questo segno indelebile.

L’istallazione che vogliamo creare insieme a voi sarà lo specchio, ancora una volta, di quello per cui è nato il marchio  Mettiamoci Una Pezza: la denuncia della mancanza di una seria politica di tutela e prevenzione delle catastrofi ambientali.

Il 6 Aprile 2014 a Piazza Duomo, nel centro dell’Aquila, tendiamo il filo rosso di cui sempre Animammersa ha parlato e lo trasformiamo in atto.

Una denuncia, una provocazione, un gesto per affermare che una zona rossa ovunque si trovi è questione nazionale!

In contemporanea, sempre in Piazza Duomo nello stand delle Poste Italiane, ci sarà l’Annullo Filatelico delle nostre cartoline con le immagini tratte dall’azione di  urban knitting 2012, che a tutt’oggi rimane la più grande installazione di Urban Knitting nazionale, grazie a voi (ma di questo ne parleremo tra qualche giorno).

 Come partecipare

 Il progetto     

Una cartolina dall’Aquila